
Aumentano le pratiche aziendali per gestire le crisi in Italia, secondo i dati di Unioncamere-Infocamere riportati da Il Sole 24Ore. Nel corso dei primi sei mesi del 2023, si è verificato un incremento del 15,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In totale, sono state registrate 53.849 nuove pratiche di gestione crisi. Questo dato potrebbe sollevare preoccupazioni riguardo alla situazione economica complessiva.
Se si estende questo incremento ai dodici mesi dell’anno, l’aumento risulta leggermente più contenuto, pari al 4,3%, ma il valore totale delle pratiche raggiunge 107.698, superando così il dato del 2019. È interessante notare che negli anni successivi all’inizio della pandemia, le misure adottate per mitigare gli effetti economici, come il blocco dei fallimenti e i prestiti agevolati, avevano portato a una significativa diminuzione delle richieste di procedure di gestione crisi. Tuttavia, nel 2021, tali richieste erano tornate ai livelli precedenti alla pandemia.
Nel primo semestre del 2022, si era verificata una notevole flessione delle pratiche (-25%), forse dovuta al rimbalzo economico conseguente alla fine dell’andamento pandemico. Questo calo era stato in parte bilanciato dall’incremento nel secondo semestre, anche se l’anno si era concluso con un declino del 2,25%. Nel corso del 2023, il trend di crescita delle richieste di procedure di gestione crisi ha proseguito.
Si potrebbe ipotizzare che vari fattori abbiano contribuito a questo aumento. L’incremento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, in seguito alla situazione in Ucraina, potrebbe aver influito. Inoltre, l’aumento dei tassi di interesse potrebbe aver inciso sulle scelte aziendali. Tuttavia, non va dimenticato che ci potrebbero essere anche effetti positivi derivanti dall’attuazione degli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
Il Sole 24Ore riporta anche che Fitch Ratings, nella sua analisi trimestrale del panorama economico globale, ha rivisto al ribasso le proiezioni di crescita a medio termine per Germania, Giappone e Gran Bretagna. Tuttavia, ha leggermente alzato le previsioni per l’Italia, portandole al 0,7%. Questo potrebbe rappresentare una nota positiva per l’economia italiana, nonostante le sfide legate all’aumento delle pratiche di gestione crisi.
In conclusione, l’aumento delle procedure aziendali per gestire le crisi rappresenta un dato da monitorare attentamente. Sebbene ci siano vari fattori che potrebbero aver contribuito a questa tendenza, è importante valutare anche le possibili ricadute positive dagli investimenti pianificati e dalle revisioni delle previsioni economiche.